Pittore anonimo, da Raffaello

Pittore anonimo, da Raffaello

Anonimo pittore, da Raffaello

fine XVIII – prima metà del XIX secolo

Scuola di Atene

olio su tela, cm. 162×216

Tra il XVIII e il XIX secolo la pratica di riprodurre opere celebri conobbe grande diffusione, sia come strumento didattico nelle accademie, sia come sostituto degli originali nelle collezioni private o come ricordo di viaggio. Questo fenomeno è fondamentale per comprendere la storia del gusto, la circolazione dei modelli iconografici – spesso derivati da stampe e incisioni – e il recupero di tecniche cadute in disuso.

La tela qui presentata riproduce, con colori più vivaci, la Scuola di Atene di Raffaello (1509–1510), affresco della Stanza della Segnatura nei Palazzi Apostolici. L’ambiente, concepito secondo un programma dedicato alla cultura umanistica (teologia, filosofia, poesia e giurisprudenza), fu probabilmente pensato come biblioteca di papa Giulio II, ma ospitò fin da subito il tribunale della Segnatura Gratiae et Iustitiae.

La composizione, ambientata in una grandiosa architettura rinascimentale ispirata a Bramante, riunisce cinquantotto filosofi e matematici dell’antichità. Al centro spiccano Platone con il Timeo, e Aristotele con l’Etica. In primo piano compaiono Pitagora nell’atto di scrivere un libro, Euclide intento a dimostrare concetti geometrici, Zoroastro e Tolomeo con i loro globi; all’estrema destra si riconosce l’autoritratto di Raffaello. La figura di Eraclito, con i tratti di Michelangelo, occupa il centro della scena.

Nelle nicchie situate ai lati della scalinata si ergono due statue ispirate a modelli classici: Apollo, a sinistra, con la lira, e Minerva, a destra, con elmo, lancia e scudo ornato dalla testa di Medusa. I colori smaltati e la luce diretta vivacizzano la tela, conferendole un carattere moderno pur mantenendo una sostanziale aderenza al modello raffaellesco.