JACOPO CHIMENTI detto l’EMPOLI

JACOPO CHIMENTI detto l’EMPOLI

Firenze, 1551-1640

Santa Margherita d’Antiochia

olio su tela, cm 116×87,5

 

Jacopo Chimenti, con Cigoli, Passignano e Santi di Tito, fu tra i maggiori protagonisti del superamento delle bizzarrie e concettosità del Manierismo, da inquadrarsi nella cornice della rinascita di interesse per il disegno dal naturale e della locale tradizione primo rinascimentale collocabile negli ultimi decenni del Cinquecento.

La splendida fanciulla ritratta in questo quadro, sebbene il volto tradisca una sottile idealizzazione, mostra accenni di un moderato realismo, apprezzabile nell’acuta osservazione della luce che ne accarezza il polso, o in dettagli quali la delicata collanina che gira intorno al collo della giovane generando sottili ombre. Tali accenti di osservazione naturale contrastano dirompenti con l’essere mostruoso che accompagna la santa – allusivo alla vittoria di quest’ultima sul demonio comparso sotto forma di drago mentre si trovava in carcere in attesa del martirio – sorprendente parto della fantasia dell’artista, e perciò irreale. L’orripilante e al contempo simpatica creatura, decisamente innocua a dispetto delle fauci spalancate e della lingua fiammeggiante, appare dominata dalla santa e dalla croce che Margherita gli sostiene dinanzi.

La composizione era già nota agli studi. Una versione, già in collezione privata fiorentina, è stata pubblicata più volte come opera dell’artista sin dal 1980, per poi essere esposta in mostra nella grande mostra monografica del Chimenti tenutasi a Empoli nel 2004. La scheda del dipinto evidenziava la possibilità che il volto della donna fosse un ritratto e i debiti stilistici dal Cigoli per il carattere ‘fiorito’ della veste e la ‘”sbrigliatezza” esecutiva nel drago, datando l’opera al secondo decennio. Spinelli ricordava inoltre l’esistenza di un disegno preparatorio per la figura della martire, conservato all’Accademia di Scienze e Lettere la Colombaria di Firenze, e una menzione inventariale di “una santa con croce in mano dell’Empoli” presente a metà Seicento in collezione Niccolini.

L’immagine, nota anche per una ulteriore versione autografa trascorsa sul mercato antiquario, dovette quindi godere di una certa popolarità, stimolata dal presunto potere della santa come protezione delle partorienti.