MARCANTONIO FRANCESCHINI
Bologna, 1648 – 1729
RIposo nella fuga in Egitto
olio su tela, cm. 67×86
Il dipinto rappresenta l’episodio del Riposo durante la Fuga in Egitto, tema di larga diffusione nella tradizione figurativa cristiana e tratto dal racconto del Vangelo secondo Matteo, qui interpretato con estrema delicatezza emotiva e raffinata sensibilità cromatica. Al centro della composizione si staglia la figura della Vergine Maria, seduta e avvolta nel tradizionale manto blu, mentre sostiene con gesto affettuoso il Bambino, il quale si rivolge a lei quasi nascondendosi, trasmettendo una percezione di calma e protezione familiare. Alla destra della scena, isolato in un atteggiamento meditativo, appare San Giuseppe, con il capo reclinato sulla mano, simbolo di stanchezza fisica e contemplazione interiore, mentre sopra la scena si librano due putti alati, la cui presenza angelica suggerisce la protezione divina in un momento di pericolo imminente, evocando la fuga dalla minaccia di Erode. L’appena accennata ambientazione paesaggistica contribuisce nella sua luminosità a creare un’atmosfera di serena contemplazione, dove la naturalezza dei gesti e la dolcezza cromatica degli incarnati, in particolare della Vergine, del Bambino e degli angeli, conferiscono alla scena un equilibrio tra intimità domestica e dimensione spirituale, tipico della poetica di Marcantonio Franceschini, al quale viene ricondotto il nostro dipinto. Oltre al tema del dipinto, affrontato dal pittore in più occasioni, particolare rilevanza iconografica e stilistica assumono i dettagli di intimità familiare, come la figura del Bambino, che richiama analoghe soluzioni compositive nella Carità della Gemäldegalerie Alte Meister di Kassel, così come in La nascita di Apollo e Diana, conservata presso le collezioni del Principe del Liechtenstein a Vienna. Il rinvenimento del nostro dipinto rappresenta un contributo significativo per la conoscenza del percorso artistico di uno dei principali esponenti della pittura bolognese a cavallo tra XVII e XVIII secolo. Franceschini si impose come protagonista del tardo Barocco italiano, distinguendosi per una vasta produzione di opere che comprende cicli affrescati e dipinti, caratterizzati da composizioni armoniose, gestualità elegante, equilibrata scansione spaziale e sofisticata ricerca cromatica, affermandosi come uno dei maggiori interpreti della pittura accademica bolognese del suo tempo, inserendosi nel solco del classicismo che dai Carracci passò attraverso Francesco Albani fino a Carlo Cignani, maestro prediletto di Franceschini, al quale l’artista rimase sempre legato per sensibilità stilistica e raffinata eleganza compositiva.


