Vittorio Amedeo Cignaroli, ambito di
(Torino, 1730 - 1800)

VITTORIO AMEDEO CIGNAROLI, ambito di

Torino, 1730 – 1800

Paesaggio con roccaforte e pastori

olio su tela, cm. 90×93

In un paesaggio fluviale immerso in una luce calda e dorata, tipica delle ore del tramonto, in primo piano sulla destra si staglia un grande albero arcuato dalle fronde fitte, che incornicia la scena con naturale eleganza. Sotto di esso, alcuni pastori sono colti nella loro quotidianità insieme ad un gruppo di animali da pascolo; sullo sfondo le rovine idealizzate di una roccaforte dominano un’altura boscosa, mentre il cielo si tinge di delicate sfumature rosate e vaporose.

La composizione, costruita secondo una sapiente diagonale prospettica, riflette la tradizione del paesaggio classico romano “d’invenzione” ispirata al francese Gaspard Dughet (1615 – 75), rielaborata qui in chiave più sentimentale e di sapore tardo-barocco. L’atmosfera sospesa, la morbidezza dei passaggi tonali e l’armonia tra figure e natura richiamano il linguaggio del piemontese Vittorio Amedeo Cignaroli, principale interprete del paesaggio ideale nella pittura di corte sabauda della seconda metà del XVIII secolo.

Attivo principalmente a Torino, Cignaroli fu a capo di una folta bottega che spaziava da vedute idealizzate a paesaggi con animali e pastori, coniugando modelli romani e gusto arcadico, e dando vita a composizioni liriche e misurate.