PIETRO LIBERI

PIETRO LIBERI

Padova 1605-Venezia 1687

Due figure allegoriche femminili

olio su tela, cm 83×74

 

L’enigmatico abbraccio di due figure femminili raffigurato in questo dipinto sottende sicuramente precisi quanto misteriosi significati allegorici. Se l’invero fantasioso muso leonino in primo piano potrebbe richiamare Venezia o alludere ad una Fortezza, le fanciulle non sembrano offrire molti altri appigli per l’individuazione del soggetto.

Marco Riccomini, autore di uno studio sull’opera ricondotta nell’occasione al pittore attivo a Venezia Pietro Liberi, ha tentativamente considerato la possibilità di riconoscere la tela nel La Giustizia e la Pace ricordato dalle fonti in collezione Czérnin a Praga, ipotesi suggestiva ma difficilmente verificabile in assenza di appigli iconografici precisi. Tuttavia, l’elefante in testa alla fanciulla di sinistra, che lo studioso ricollegava correttamente alle indicazioni dell’Iconologia di Cesare Ripa (1603) relative alla Temperanza, potrebbe invece essere ricondotto proprio alla Giustizia, fornendo così un importante sostegno per l’identificazione di quest’opera nella finora perduta tela praghese: nel 1847, descrivendo i bronzei pili porta pennone di piazza San Marco, Pietro Selvatico riferendosi alla base di uno di questi annotava come “accorgimento sommo pose l’artista, che associò alla Giustizia l’elefante, emblema della forza, della prudenza, della temperanza e di tante altre virtù, che dagli Egizii in poi sempre fu destinato a simboleggiare”.

Altra possibilità sarebbe l’identificazione in un’allegoria di Temperanza, più comunemente associata all’elefante, e Fortezza, con il leone che perderebbe quindi la connotazione veneziana legandosi piuttosto alla virtù.

Al di là dell’oscuro significato della tela, questa è riconducibile, come sostenuto da Riccomini, a Pietro Liberi, uno dei maggiori artisti veneziani della seconda metà del Seicento. Il pittore fu autore di varie opere similari di significato allegorico, quali La Fedeltà e la Pace di collezione privata, dipinto di confrontabile formato nel quale le due figure si abbracciano in maniera analoga. Il confronto più interessante è tuttavia con La Virtù difende l’Innocenza dal Vizio di Palazzo Agliardi a Bergamo databile intorno al 1660, nota anche per ulteriori redazioni di bottega, nel quale la figura femminile di destra, anch’essa accompagnata da un leone, risulta pressoché identica.