NICCOLÒ CODAZZI

NICCOLÒ CODAZZI

Napoli, 1642 – Genova, 1693

Capriccio architettonico con marina

olio su tela, cm 120×190

 

Una suggestiva prospettiva di rovine architettoniche classiche, parzialmente dirute, domina la scena in questo imponente capriccio. Le architetture, affacciate su un’insenatura, lasciano intravedere un grande vascello attraccato in rada.

Giancarlo Sestieri ha individuato in Niccolò Codazzi, specialista del genere delle vedute con edifici classici, l’autore di questo capriccio architettonico. Figlio del più noto Viviano, ben poco sappiamo di questo artista: gli unici punti fermi della sua biografia sono, dopo la morte del padre nel 1670, il soggiorno a Parigi tra 1681 e 1682 e la fase finale dell’attività a Genova, a partire dal 1688, dove risulta affiancare pittori locali quali Gregorio de Ferrari e i Piola.

Come segnalato dallo studioso, in questo dipinto Niccolò segue strettamente le orme paterne, tracciate in dipinti come l’analogo capriccio di architetture prospicienti il mare di collezione privata bresciana, siglato dal Codazzi senior. Questa vicinanza a Viviano induce Sestieri a collocare il nostro capriccio nell’attività giovanile dell’artista, “poco prima o subito dopo la morte del genitore”, del quale ritorna in questa tela la “fervida fantasia” e la “rigorosa oggettivazione prospettica”. Tra i possibili confronti, segnaliamo in particolare il Capriccio con arco di trionfo di collezione privata a Fiorenzuola d’Arda, similare in particolare per la stessa resa e intonazione cromatica delle architetture, investite come nella tela in esame da una suggestiva luce radente.