MAESTRO DEL TONDO GREENVILLE
Umbria, attivo alla fine del XV-inizi del XVI secolo
Madonna col Bambino e angeli
data: 1500 – 1505 circa
olio su tavola, cm 85 diametro
Il bel tondo rappresenta la Madonna col Bambino e due angeli, che si stagliano contro un paesaggio assolato, di cui si vedono le quinte rocciose, a destra, e due lunghi alberi che trasmettono la ricchezza della vegetazione. Il dipinto è un’opera tipica di quella personalità ancora anonima che, a partire dagli studi di Federico Zeri e Everett Fahy, è stata convenzionalmente denominata Maestro del Tondo Greenville, dal nome di un’opera analoga conservata presso la Bob Jones University della città di Greenville, negli Stati Uniti. Benché i richiami compositivi alla produzione fiorentina di Pietro Perugino abbiano portato la maggior parte degli studiosi a catalogare questo anonimo artista tra gli allievi toscani del maestro umbro, alcune interferenze attributive hanno recentemente suggerito una diversa interpretazione critica. Osservando infatti il san Sebastiano di Princeton, tradizionalmente considerato punto fermo nel catalogo del Maestro del Tondo Greenville, emergono in realtà interessanti analogie stilistiche con l’opera del pittore Evangelista di Pian di Meleto, collaboratore di Raffaello per la pala Baronci dipinta tra il 1500 e il 1501 per la chiesa di Sant’Agostino a Città di Castello e oggi custodita al Museo di Capodimonte di Napoli. Tali affinità consentirebbero dunque di avanzare l’ipotesi che dietro il Maestro del Tondo Greenville possa identificarsi proprio Evangelista. Ridimensionata quindi la componente umbra o peruginesca, che appare piuttosto superficiale nelle opere del Maestro di Greenville, un’ulteriore linea interpretativa può essere proposta in relazione all’opera del lucchese Maestro di Stratonice, al secolo Michele Ciampanti, in particolare con la tavola raffigurante le Storie di Orfeo in collezione privata. In effetti, lo stile di questo pittore, che riflette il mondo di Filippino Lippi e dei suoi seguaci lucchesi, in particolare Vincenzo Frediani, è ben ravvisabile anche nel nostro tondo, soprattutto nei volti degli angeli e nella ricchezza delle vesti decorate a broccato. La monumentalità della Madonna e la composizione piramidale delle figure sono tratti tipici dello stile del pittore, così come la pittura lucida e quasi metallica degli incarnati. L’insieme di questi elementi consente pertanto di collocare il nostro dipinto negli ultimi anni del XV secolo.


