Innocenzo Francucci detto Innocenzo da Imola
(Imola, 1490 - Bologna, 1546)

Innocenzo Francucci detto Innocenzo da Imola
(Imola, 1490 - Bologna, 1546)

INNOCENZO FRANCUCCI, detto INNOCENZO DA IMOLA

Imola, 1490 – Bologna, 1546

Sposalizio mistico di Santa Caterina

olio su tavola, cm. 86×69

data: 1540 – 1545 ca.

La nostra splendida tavola rappresenta Il matrimonio mistico di Santa Caterina con i Santi Giuseppe e Giovannino e viene attribuita, da Alessandro Delpriori e Mattia Vinco, a Innocenzo Francucci detto Innocenzo da Imola. 

Nei primi anni del Cinquecento il pittore, dopo un probabile avvio nella bottega paterna, è attestato a Bologna dove, secondo quanto riportato da Cesare Malvasia in “Felsina Pittrice”, potrebbe aver studiato con Francesco Francia (Bologna, 1447 – 1517). Nella città felsinea l’artista visse e operò fino alla morte, sebbene siano documentate sue opere in altre località, probabilmente realizzate e spedite su commissione, senza però escludere la possibilità di brevi soggiorni fuori città. L’attribuzione al pittore risulta del tutto convincente osservando la fisionomia ampia e geometrica dei personaggi, così come l’eleganza della gestualità e delle vesti dipinte con tinte tenui, tratti tipici dell’artista.

Nel nostro dipinto la Madonna è raffigurata al centro con in grembo il Bambino, intento a infilare all’anulare di Santa Caterina d’Alessandria l’anello simbolo del matrimonio mistico tra i due, iconografia derivante da un testo medievale successivamente rielaborato e ampliato (la “Passio greca” del X secolo) nella più famosa “Legenda Aurea” di Jacopo da Varagine.

In questa tavola i tre protagonisti dell’episodio sono accompagnati da San Giuseppe, riconoscibile nella sua consueta iconografia, e da San Giovanni Battista fanciullo, che guarda la scena e giunge le mani in preghiera. Si tratta dunque di una scena non rara raffigurante una Sacra Famiglia con lo Sposalizio Mistico in un’opera che, anche per la sua iconografia, possiamo pensare destinata alla devozione individuale e domestica.