GIANFRANCESCO MAINERI, cerchia di
Parma, 1460 – Doc. fino al 1506
Ritratto di giovane
olio su tavola, cm. 38,5×31,5
Contro un paesaggio con dolci colline, puntellate da grandi alberi che sembrano dei cerri maturi, è la figura di tre quarti di un giovane, vestito di nero, con i capelli lunghi sulle spalle e un cappello ben calzato sulla testa, ornato con una spilla sul risvolto che al centro ha un cammeo.
La pittura lucida e la qualità della rappresentazione delle stoffe che si muovono in sottili “tono su tono”, così come la luce fiamminga che muove i metalli della giacca e del capello, indicano l’autore in un pittore emiliano, vicino al mondo classico di Francesco Francia, ma diverso nella resa dell’espressione e pure nel paesaggio e in qualche modo dipendente dalla Ferrara di Ercole de’ Roberti.
Vicino a quei modi è Gianfrancesco Maineri, pittore parmense che fu artista di corte a Mantova e poi anche a Ferrara e che è uno degli artefici più importanti della fine del Quattrocento in Emilia al di fuori di Bologna. Questo giovane risponde alla stessa cultura e anche il modo di dipingere, con la pittura brillante e ariosa rivela un collegamento con le sue opere tipiche che non può essere casuale. L’espressività quasi malinconica del ragazzo fa pensare, però, ad una datazione forse appena dopo il primo decennio del Cinquecento costringendo, per ora, a indicare l’attribuzione alla cerchia del pittore parmense, in attesa che qualche documento non possa gettare luce sull’ultima fase della sua carriera, che per ora è piuttosto misteriosa.


