Pier Francesco Cittadini
(Milano, 1616 - Bologna, 1681)

Pier Francesco Cittadini
(Milano, 1616 - Bologna, 1681)

PIER FRANCESCO CITTADINI

Milano, 1616 – Bologna, 1681

Ritratto di dama con cagnolino

olio su tela, cm. 112×91

Data: 1650 – 1660 ca.

Il dipinto raffigura una dama dell’alta borghesia o nobiltà, elegantemente abbigliata con un abito nero ornato da fiocchi in perle e una preziosa collana di perle. Porta orecchini pendenti e un’acconciatura ricercata. Seduto su un mobile a sinistra della donna, è un piccolo cane bianco, verosimilmente un cagnolino da compagnia, elemento tipico dei ritratti femminili del Seicento come simbolo di status e fedeltà, tanto che la donna lo accarezza dolcemente.

L’opera si distingue per il minuzioso trattamento dei dettagli: i ricami del vestito, le pieghe delle maniche, i gioielli e la pelliccia del cane sono resi con estrema cura e attenzione alla resa tattile.

L’attribuzione a Pier Francesco Cittadini si basa su una serie di elementi stilistici e formali che trovano riscontro nella produzione matura del pittore lombardo attivo principalmente a Bologna. Cittadini fu allievo di Guido Reni, ma nel corso della sua carriera sviluppò un linguaggio autonomo più realistico e decorativo, influenzato dai modelli fiamminghi e francesi, specialmente dopo il suo soggiorno a Parigi (1640 ca.). L’illuminazione laterale e l’effetto vellutato dei tessuti e delle carni sono elementi che ritroviamo in diversi ritratti di Cittadini, come il celebre Ritratto di dama in abito nero conservato al Museo Davia Bargellini di Bologna. L’opera mostra tutti i tratti distintivi della ritrattistica di Pier Francesco Cittadini nella fase post-reniana: attenzione al dettaglio decorativo, gusto per l’eleganza borghese, realismo raffinato e una luce soffusa che modella i volumi con grazia. In assenza di firma, ma con solidi riscontri stilistici e comparativi, l’attribuzione a Pier Francesco Cittadini appare ben fondata, e il dipinto può essere collocato verosimilmente tra il 1650 e il 1660.