FRANCESCO BRINA e bottega
Firenze, 1540 – 1586
Madonna col Bambino e San Giovannino
olio su tavola, cm. 70×50
La tavola rappresenta la Madonna col Bambino e San Giovannino, con la Vergine vestita con la consueta tunica rossa e un mantello blu, che il tempo ha fatto virare un po’ verso il verde. Gesù Bambino, nudo sulle gambe della Madre, si sporge ad abbracciare il cuginetto, Giovanni Battista, stante di fianco a loro. Sullo sfondo si apre una bella veduta di paese con un castello sopra il colle e una città a fondo valle.
Si tratta di un’opera tipica di una delle più prolifiche botteghe del Cinquecento a Firenze, quella di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio e del suo allievo maggiore, Francesco del Brina. Entrambi eredi culturali di Ridolfo che si era aggiornato sulla più schietta cultura raffaellesca, i due pittori divennero tra i protagonisti più importanti della stagione della Maniera matura in città. Francesco del Brina partecipò anche alla decorazione dello studiolo di Francesco I a Palazzo Vecchio e da quell’esperienza prese molto della cultura figurativa della corte dei medici. Se la gamma cromatica sembra discendere da Francesco Salviati, le forme grandiose, anche dei due bambini, si leggono accanto alle prove di Giorgio Vasari e della tradizione michelangiolesca.
È però la dolcezza dei volti, la materia veloce sul pennello, le pieghe morbide delle vesti che indicano senza dubbio la paternità di questa tavola a Francesco del Brina, in un momento di assoluta vicinanza rispetto al suo maestro, Michele di Ridolfo, attorno al 1570 circa. La riproposizione di svariate repliche di questa composizione suggerisce l’intervento della bottega, ma in realtà in questo dipinto le parti più leggibili della pittura denotano una compiutezza e una qualità che, invece, fanno pensare ad una completa autografia.


