BALTHASAR VAN DEN BOSSCHE
Anversa, 1681 – 1715
Lo studio dello scultore
olio su tela, cm. 70×83,5
Firma e data in basso a destra: B. V. Bossche. F: 1710
Questo dipinto raffigura l’atelier del Giambologna, come suggerisce la presenza della scultura del Ratto delle Sabine; si tratta di un’opera di pregio del pittore fiammingo Balthasar van den Bossche, firmata e datata.
Nel dipinto, possiamo osservare una scena dinamica, nella quale due uomini riccamente vestiti osservano la statua, indicata da un terzo (forse una rappresentazione di fantasia del Giambologna), mentre due scalpellini e un garzone sono intenti al lavoro. Dietro a questo gruppo di figure, la costruzione spaziale e architettonica imita una loggia rinascimentale, benché di sapore piuttosto capriccesco.
Van den Bossche si formò sotto la guida di Gerard Thomas (Anversa, 1663-1720), da cui ereditò il gusto per la rappresentazione di ambienti borghesi elegantemente arredati, simboli della prosperità e della sensibilità artistica dei committenti. Iscritto alla Gilda di Anversa nel 1697, il pittore risulta attivo a Parigi fino al 1700, dove aprì un proprio studio e affiancò alla pittura l’attività di mercante d’arte. Il successo delle sue opere fu indubbio, tanto da conquistare il patrocinio di personalità illustri come il Duca di Marlborough.
Nelle sue opere, van den Bossche prediligeva la rappresentazione di atelier e gallerie d’arte, dove giovani artisti erano intenti a disegnare, scolpire o dipingere modelli classici, secondo una moda diffusa nel XVII secolo in ambito olandese e fiammingo, inaugurata da artisti come Frans Francken il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio. Questo genere pittorico non intendeva offrire una riproduzione realistica degli studi d’artista, bensì celebrare e promuovere una specifica visione del ruolo e dello status dell’artista stesso.
Nelle sue scene, inoltre, van den Bossche era solito riutilizzare gli stessi oggetti rielaborati in composizioni differenti. Un esempio emblematico è il pesante drappeggio e il globo presenti sia nella nostra opera che nello “Studio di un artista” dello stesso, conservato all’Hermitage.


