Francesco Trevisani 
(Capodistria, 1656 - Roma, 1746)

Francesco Trevisani 
(Capodistria, 1656 - Roma, 1746)

FRANCESCO TREVISANI

(Capodistria, 1656 – Roma, 1746)

L’educazione della Vergine

olio su tela, cm. 129 diametro

Databile intorno all’ultimo decennio del XVII secolo, il dipinto è stato recentemente attribuito al pittore tardo-barocco Francesco Trevisani, negli anni immediatamente successivi al suo trasferimento a Roma. Il pittore istriano parte dalla tradizione dei “tenebrosi” e scandisce le sue composizioni con l’uso accentuato del chiaroscuro, per poi virare verso un classicismo più forte in età matura. Trevisani infatti si trasferisce a Roma dove entra nel giro dei pittori di Papa Albani, Clemente XI, che spinse verso una pittura devota e piana, inondata di luce. Il dipinto raffigura l’episodio religioso dell’Educazione della Vergine, tratto dalle fonti apocrife dell’infanzia di Maria. L’opera di Trevisani mostra una Sant’Anna, dagli accentuati tratti senili, nell’atto di educare la figlia, iniziandola alla lettura e allo studio. Sulla sinistra troviamo un Gioacchino dallo sguardo assorto, mentre in alto due cherubini assistono alla scena.

Di origini istriane, Francesco Trevisani si formò a Venezia: dapprima nella bottega di Antonio Zanchi, da cui ereditò il gusto per composizioni movimentate e l’uso drammatico del chiaroscuro, e in seguito con Joseph Heintz il Giovane. Da quest’ultimo, come ricorda il biografo Lione Pascoli, Trevisani «apprese il disegno, il colorito ed il nobil, vago e morbido suo impasto», sviluppando inoltre una chiara predilezione per la pittura “di genere”. Il successivo trasferimento a Roma, se da una parte consegnerà all’artista una certa fama, al contempo lo porterà ad abbandonare progressivamente l’iniziale matrice stilistica veneziana, a favore di un gusto rococò composto e raffinato.