PITTORE ATTIVO A ROMA, da RAFFAELLO
fine XVIII – inizio XIX secolo
Incendio di borgo
olio su tela, cm. 94×128
La tela riprende il celebre affresco de l’Incendio di Borgo realizzato da Raffaello e bottega nella cosiddetta Stanza dell’Incendio, oggi parte dei Musei Vaticani. La scena raffigura un episodio miracoloso avvenuto, secondo la leggenda, nel IX secolo quando un incendio devastò il quartiere romano di Borgo e fu domato dal papa Leone IV con un gesto benedicente dalla loggia. Al centro dell’opera, una folla in fuga è colta nell’estremo tentativo di mettersi in salvo: uomini che si arrampicano, madri che proteggono i figli, corpi tesi nello sforzo e nel panico. In primo piano, un uomo nudo trasporta un anziano sulle spalle, chiara citazione dei personaggi virgiliani di Enea e Anchise.
Databili con ogni probabilità alla seconda metà del XVIII secolo, quando gli affreschi vaticani incontrarono crescente fortuna grazie all’ampia diffusione di incisioni dal maestro urbinate, a partire da quelle di Marcantonio Raimondi e Marco Dente (1486 – 1527) nel XVI secolo, fino a quelle di Paolo Fidanza (1731 – 75) nel secolo successivo, opere come il nostro dipinto furono probabilmente proprio il risultato dell’osservazione di tali incisioni. Spesso realizzate a fini collezionistici o per scopi didattici – come quelle dipinte da Giuseppe Cades, oggi presso la Royal Academy of Arts di Londra – simili rivisitazioni erano perlopiù destinate a viaggiatori stranieri che tra fine del XVIII e inizio XIX secolo visitavano Roma come parte dei loro Grand Tours per ammirare i capolavori del Rinascimento.


