COPERCHIO DI SARCOFAGO RAFFIGURANTE LE “QUATTRO STAGIONI”
marmo bianco di Carrara
Il rilievo qui presentato trae ispirazione iconografica dai coperchi dei sarcofagi romani che si diffusero tra il II e il III secolo d.C.; si tratta di una vasta classe che presenta il fronte e/o il coperchio scanditi dalla presenza di allegorie stagionali come gli Eroti e le Ore. Il tema, declinato in una molteplicità di varianti, si ricollega alla feconda ciclicità della terra e alla caducità del tempo instaurando in questo modo un parallelismo simbolico con l’aldilà, l’apoteosi del defunto e la sua vittoria sulla morte fisica.
È importante sottolineare come i sarcofagi romani abbiano avuto una continuità funzionale lungo il corso della storia; a differenza di altri monumenti di età romana, infatti, non caddero mai in disuso e vennero reimpiegati come sepolcri per personaggi di spicco proprio per il prestigio che queste casse continuarono a rivestire ancora in epoca medievale e rinascimentale, a testimoniare il loro ruolo paradigmatico nella cultura figurativa. Tra i casi più emblematici si possono citare il sarcofago raffigurante il mito di Fedra e Ippolito, nel camposanto monumentale di Pisa, in cui venne inumata nel 1076 Beatrice di Toscana, quello in cui venne sepolto nel 1110 Buscheto, architetto della cattedrale della stessa città, e quello paleocristiano, nella chiesa di Santa Trinita a Firenze, in cui scelse di riposare Giuliano Davanzati.
Il nostro rilievo si rifà a sarcofagi simili a quello conservato al Cleveland Museum of Art, datato al 100-125 d.C., in cui, come già detto, troviamo le quattro allegorie delle stagioni accompagnate dagli Erotes. Le Horai sono raffigurate in coppie simmetricamente contrapposte, sdraiate tutte nella medesima posizione, vestite con chitone e himation – il mantello gonfiato ad arco sopra la testa di ciascuna figura – mentre i geni recano in mano attributi diversi a seconda del periodo dell’anno simboleggiato; da destra a sinistra troviamo l’allegoria dell’estate (l’unica a essere raffigurata coi seni scoperti), quella dell’autunno, dell’inverno e della primavera, riconoscibili grazie a i diversi attributi.
Italia, XVII secolo
cm 26x162x8





