Capriccio architettonico con colonne scanalate

Domenico Roberti

Domenico Roberti

DOMENICO ROBERTI

Roma, 1642 – 1707

Capriccio architettonico con colonne scanalate

olio su tela, cm 103×89

Questa coppia di “Capricci architettonici” raffigura dei templi dell’antica Roma, uno rappresentato sulla sinistra con colonne lisce e paraste scanalate, l’altro collocato sulla destra e decorato con colonne scanalate e paraste lisce, inseriti di scorcio su una veduta naturalistica che esalta le antiche vestigia romane. Un bel gioco chiastico delle vedute che fa leggere i dipinti come un elegante pendant.

Le due composizioni riconducono ad uno degli specialisti di questo genere iconografico, il maestro Domenico Roberti, autore del “Capriccio” della Galleria Spada di Roma. La stesura pittorica, caratterizzata da contrasti chiaroscurali, con tagli di luce sia decisi che delicati negli sfondi paesaggistici, ricorda infatti proprio il dipinto di quel museo romano.

La fitta vegetazione con rami che ricadono in basso, il grande vaso posto alla sommità di un alto supporto, un’iscrizione presente sopra l’architrave del tempio sono elementi sempre presenti nei capricci architettonici di Roberti.

Questa coppia di capricci è significativa del gusto espositivo dell’artista che, se da un lato si accosta al Ghisolfi quale suo diretto allievo, dall’altro sembra anticipare e poi allinearsi al vedutismo di Panini. Sembra infatti attingere in modo determinante, ma con spirito settecentesco, al filone iniziato da Viviano Codazzi e proseguito da Ghisolfi e da Panini, quale sintesi rievocativa delle vestigia dell’antica Roma.