Mauro Conconi
(Milano, 1815 - 1860)

Mauro Conconi
(Milano, 1815 - 1860)

MAURO CONCONI

Milano, 1815 – 1860

Camoens (o Il naufragio di Camoens)

olio su tela, cm. 174×232,5

Firma e data in basso a destra: “Mauro Conconi, 1856”

Segnalato già negli anni Sessanta del Diciannovesimo secolo come parte della collezione dell’influente patrizio, editore e politico milanese Conte Cesare Giulini della Porta (Milano, 1815 – 1862), il dipinto che qui presentiamo è recentemente riapparso sul mercato antiquario come opera raffigurante il naufragio del navigatore portoghese Vasco da Gama, attribuito al pittore lombardo Mauro Conconi. In seguito ad ulteriori studi, si è potuto ricostruire la reale identità del soggetto, ovvero quella di un altrettanto illustre lusitano, il navigatore e poeta Luís Vaz de Camões (Lisbona, 1524 ca. – 1580), uno dei padri della letteratura portoghese, autore del poema epico Os Lusiadas, dedicato alla sua terra d’origine. A conferma di tale ricostruzione ci vengono incontro sia le fonti che la lettura del dipinto stesso. Definito dal critico del tempo, nonché biografo di Conconi, Giuseppe Mongeri come “una delle figure più studiate da questo artista”, il dipinto immortala “il momento in cui l’epico lusitano [Camões], balestrato da tante sventure … naufrago sulle coste di Goa, è gittato seminudo e semivivo da un’enorme ondata contro uno scoglio: egli vi si aggrappa fortemente, e stretto al seno il tesoro del poeta, le scomposte pagine de’ suoi Lusiades, leva al cielo, in atto di grazie, l’unico occhio salvo dalle lunghe battaglie e dall’inclemenza dei casi”. La data riportata sul dipinto da Conconi stesso, e confermata da Mongeri, colloca l’opera tra le prime due Guerre d’Indipendenza, che portarono all’unificazione d’Italia nel 1861. Conconi, formatosi dapprima con Luigi Sabatelli (1772 – 1850) e in seguito con Carlo Bellosio (1801 – 1849), si distinse, più nel contenuto che nello stile, come portatore di un senso storico-nazionale nella pittura di metà secolo, che seppe affiancare ad una sapiente indagine psicologica ed espressiva, manifesta soprattutto nella ritrattistica. Sono proprio questi elementi, insieme all’attento naturalismo sia nello studio dell’anatomia umana del naufrago che nella resa dei flutti dell’oceano in tempesta, che rendono il Camoens di Conconi una delle opere fondamentali del romanticismo italiano. Il fortuito ritrovamento del dipinto non solo aggiunge un importante tassello allo scarno corpus di opere superstiti di Mauro Conconi, confermandone quindi la rarità, ma permette di ricongiungere finalmente un capolavoro perduto al suo periodo storico e alla storia della pittura italiana dell’Ottocento.

Pubblicazioni

“Esposizione di Belle Arti”, Il Crepuscolo, 7 no. 40, 5 ottobre 1856, pp. 642-45.

“Album Esposizioni di Belle Arti in Milano ed altre città”, Canadelli, Milano, 1856, p. 115

“Mauro Conconi pittore, 1815-1860. Commemorazione”, a cura di Giuseppe Mongeri, Tipi di Pietro Agnelli Editore, Milano, 1861, pp. 37-38

“L’Italia nei cento anni del secolo XIX (1801 – 1900) giorno per giorno illustrata. 1850-1860”, a cura di Alfredo Comandini, Antonio Vallardi, Milano, 1907-1918, 611 (con opera riprodotta).

Esposizioni

Esposizione annuale di Brera, Milano, 1856