Orazio Grevenbroeck
(Milano, 1676 - Napoli, 1739)

Orazio Grevenbroeck
(Milano, 1676 - Napoli, 1739)

ORAZIO GREVENBROECK

Milano, 1676 – Napoli, 1739

Battaglia navale

olio su tela, cm. 24×57

Il dipinto di piccole dimensioni raffigura una battaglia navale tra velieri, sui quali sono issate bandiere olandesi e rosso-crociate, quest’ultime possibile vessillo della dinastia imperiale degli Asburgo di Spagna. Tali elementi collocherebbero il nostro dipinto nel contesto della cosiddetta Battaglia delle Dune (1639), uno degli episodi chiave della Guerra degli Ottant’anni (1568 – 1648), scoppiata a seguito della ribellione degli abitanti delle Province Unite (attuali Paesi Bassi) contro il dominio spagnolo in quelle terre.

I maggiori esponenti di tali raffigurazioni in questo periodo storico furono sicuramente gli olandesi Hendrik Cornelisz Vroom (Haarlem,1562 ca. – 1640) e Pieter Cornelisz van Soest (Amsterdam, 1600 – 1667), che resero celebre questo genere pittorico in pressoché tutto il continente europeo, attirando una folta schiera di pittori e di altrettanti loro seguaci tra la seconda metà del XVII e la prima metà del XVIII secolo.

Tra i pittori più interessanti troviamo il milanese di origini olandesi Orazio Grevenbroeck, al quale possiamo avvicinare il nostro dipinto. Il pittore, faceva parte di una fiorente bottega avviata dal padre, l’olandese Giovanni Grevenbroeck, detto il Solfarolo (attivo nella seconda metà del XVII secolo), nella quale si distinsero negli anni successivi anche i pittori Alessandro e Carlo Leopoldo, ritenuti suoi diretti discendenti. Sulle orme del padre, Orazio, secondo quanto riportato dal cronista del tempo Francesco Maria Niccolò Gaburri (1676 – 1742), si affermò come “pittore di marine e vedute”.

Affascinato dalla vita marittima del Golfo di Napoli, città dove il pittore concentrò la gran parte della propria attività, e, al contempo, ancorato alle proprie origini olandesi, Orazio sviluppò una spiccata attenzione per lo studio della realtà e una tendenza alla narrazione attraverso il mezzo pittorico, tendenzialmente descrittivo e strutturato nella composizione e nella scelta iconografica. Il nostro dipinto dimostra quindi la vasta eco che il repertorio figurativo delle marine olandesi riscontrava in Italia a cavallo del XVIII secolo, probabilmente sulla scia degli eventi storici contemporanei, come gli scontri navali tra cristiani e Turchi nel Mar Mediterraneo e gli sviluppi successivi alla Guerra dei Trent’Anni (1618 – 1648).

La fortuna di questo genere pittorico, le cui opere erano ampiamente collezionate per le loro qualità ‘decorative’ dalla fiorente borghesia mercantile del tempo, subì un forte declino a partire dalla seconda metà del XVIII secolo, fino alla pressoché totale scomparsa all’inizio del secolo successivo.