Pietro Liberi
(Padova, 1605 - Venezia, 1687)

Pietro Liberi
(Padova, 1605 - Venezia, 1687)

PIETRO LIBERI

Padova, 1605 – Venezia, 1687

Allegoria della Giustizia

olio su tela, cm. 68,5×55,5

Data: 1680 ca.

Nato a Padova, Pietro Liberi visse la prima parte della sua vita in modo piuttosto avventuroso, viaggiando in Italia, in Europa e nel Medio Oriente. Soggiornò a Roma, Firenze e Siena per studiare i grandi maestri e i più famosi pittori contemporanei, tra i quali Pietro da Cortona, stabilendosi infine a Venezia, dove ottenne importanti commissioni. Il suo linguaggio miscelava influssi barocchi e colte citazioni della tradizione veneta, come la messa in scena monumentale e la tavolozza schiarita desunte da Paolo Veronese o il tizianismo edulcorato ereditato dal Padovanino, maestro presso cui si formò.

Tra le diverse tipologie di dipinti e soggetti nelle quali il Liberi si cimentò vanno ricordate le allegorie; nel nostro una fanciulla incoronata, ritratta secondo la tradizionale iconografia della Giustizia derivata da ”L’iconologia” di Cesare Ripa, stringe nella mano sinistra una spada e in quella destra una bilancia, mentre un putto sussurra al suo fianco indicandole il cielo.

È assai probabile che l’opera facesse parte di una serie di quattro dipinti con il resto delle virtù cardinali, ovvero i fondamenti della vita condotta rettamente, così come riportato nel libro biblico della “Sapienza”: “Se uno ama la giustizia, le virtù sono il frutto delle sue fatiche. Ella, infatti, insegna la temperanza e la prudenza, la giustizia e la fortezza”.

Il nostro dipinto presenta una qualità piuttosto sostenuta nella resa liquida della pittura, che è caratteristica tipica dell’artista. Il colore grasso sul pennello che sfrangia le pieghe delle maniche della giovane donna, è un brano straordinariamente evocativo della poetica di Pietro Liberi che si pone come uno dei migliori interpreti della pittura veneziana del suo tempo.