Artista veneto
XIX secolo
Veduta di Venezia con la Chiesa di Santa Maria della Carità
olio su tela, 59,5×89,5
L’opera raffigura una veduta ideale del Canal Grande, animata da gondole e imbarcazioni che solcano le acque davanti a una scenografica successione di edifici civili e religiosi. Al centro della composizione si riconosce la chiesa di Santa Maria della Carità, con la caratteristica facciata gotica e il grande rosone, affiancata dall’antico campanile crollato nel 1744. La presenza della torre, scomparsa da oltre un secolo al momento della probabile esecuzione del dipinto, rivela il carattere storicizzante e rievocativo della rappresentazione.
Dal punto di vista stilistico, l’opera appare riconducibile alla scuola veneziana del XIX secolo e si inserisce nella lunga fortuna della tradizione vedutistica inaugurata nel Settecento da Canaletto. Il soggetto riprende infatti uno degli scorci più celebri della città, più volte interpretato dal maestro veneziano, del quale richiama l’impianto compositivo, la luminosità atmosferica e l’interesse per la descrizione architettonica.
Tuttavia, la veduta presenta alcune incongruenze rispetto alla reale configurazione del Canal Grande. La disposizione degli edifici non corrisponde perfettamente alla topografia veneziana e si notano alcune incertezze nelle proporzioni e nella costruzione prospettica, elementi che si discostano dal rigoroso controllo spaziale tipico delle opere canalettiane. Tali caratteristiche suggeriscono l’intervento di un seguace tardo o di un artista attivo nella produzione di vedute ispirate ai modelli settecenteschi.
È pertanto plausibile che il dipinto fosse destinato al mercato turistico internazionale, come raffinato souvenir per i viaggiatori stranieri che nel corso dell’Ottocento visitarono Venezia in numero crescente.


