DIANA DI GABI
alabastro
La scultura in alabastro che presentiamo riproduce la celebre Diana di Gabi, uno dei più raffinati esempi della statuaria classica, tradizionalmente attribuita allo scultore greco Prassitele o alla sua cerchia. L’originale, rinvenuto nell’antica città di Gabi nei pressi di Roma, entrò a far parte della prestigiosa collezione Borghese prima di essere ceduto nel 1807 a Napoleone e successivamente esposto al Museo del Louvre, dove è tuttora conservato.
La figura rappresenta una giovane donna stante, scolpita a grandezza naturale, avvolta in un elegante chitone drappeggiato. La posa è caratterizzata da un equilibrio armonioso e naturale: il peso del corpo grava sulla gamba destra, mentre la sinistra, leggermente arretrata e con il tallone sollevato, contribuisce a creare una linea dinamica e fluida. Un tronco d’albero funge da sostegno, elemento tipico della scultura antica.
L’identificazione della figura con Artemide (Diana per i Romani), dea della caccia e della natura selvaggia, si basa principalmente sull’abbigliamento: la giovane indossa infatti un corto chitone con ampie maniche, fermato da due cinture, una visibile in vita e l’altra nascosta, che consente di raccogliere e accorciare la veste lasciando scoperte le ginocchia. Il gesto della figura è particolarmente significativo: Artemide sembra nell’atto di appuntarsi il mantello, trattenendo il tessuto con una fibula nella mano destra mentre la sinistra solleva l’altra parte del drappo all’altezza del petto. Questo movimento fa scivolare leggermente il chitone, rivelando la spalla sinistra nuda e introducendo un delicato contrasto tra compostezza e naturalezza.
La testa, leggermente ruotata verso destra, non segue l’azione ma appare assorta, con lo sguardo rivolto nel vuoto, secondo un atteggiamento tipico della scultura del secondo classicismo. I capelli ondulati sono raccolti dietro la nuca e fermati da un nastro annodato, che forma una sorta di fiocco, contribuendo all’eleganza complessiva della figura.
Nel suo insieme, questa riproduzione ottocentesca restituisce con grande sensibilità l’equilibrio formale e la grazia dell’originale antico, evidenziando la qualità del modellato e la finezza del panneggio. L’uso combinato di alabastro valorizza le superfici, conferendo alla scultura una luminosità morbida e una resa tattile particolarmente raffinata, in piena sintonia con l’estetica classica.
Scultore neoclassico, inizi XIX secolo
cm. 40h





