FEDELE FISCHETTI
Napoli, 1732 – 1792
Allegorie con putti
Data: terzo quarto del XVIII secolo
olio su tavola, cm. 23×31
Il ciclo pittorico in esame, composto da quattro delicate tavolette di area meridionale databili al pieno XVIII secolo, rappresenta un esempio emblematico di decorazione d’arredo di alta qualità, oggi attribuito alla mano del pittore tardo barocco partenopeo Fedele Fischetti. L’ipotesi più accreditata è che questi elementi lignei facessero parte della struttura di un mobile di pregio o di una boiserie, con buona probabilità uno stipo, una portantina o una carrozza, come sembra suggerire il fondo oro, caratteristica riscontrabile a Napoli in dipinti coevi con simile destinazione dello stesso Fischetti, che mostrano spiccate qualità decorative.
La narrazione figurativa si snoda attraverso un raffinato gioco di allegorie, in cui i putti diventano veicolo di profondi concetti morali e filosofici, secondo una cifra stilistica che trova puntuali riscontri nella produzione autografa del pittore. In questo palinsesto decorativo, la prima tavola, verosimilmente dedicata alla Sapienza o alla Matematica, coglie il putto nell’atto di consultare un volume aperto accanto a una squadra, esaltando la conoscenza razionale che ordina il mondo. Segue la possibile allegoria del Potere e della Prosperità, dove la figura infantile si protende verso un trono accompagnata da una cornucopia ricolma di frutti, simbolo dell’abbondanza derivante da un’autorità illuminata.
Particolarmente significativa appare la tavoletta della Fortuna, interpretata attraverso la Rota Fortunae: qui il movimento della ruota determina il destino delle figure, con un putto trionfante sulla sommità e un altro al suolo in un pianto disperato, monito sulla mutevolezza della sorte. Il ciclo si chiude con la possibile immagine dell’Architettura, identificabile dalle grandi tavole centinate sostenute dai piccoli protagonisti. I piccoli pannelli riflettono dunque la cultura tardo-barocca meridionale, unendo la morbidezza della pennellata a una funzione didascalica tipica delle grandi dimore nobiliari del Settecento.
La carriera di Fedele Fischetti si sviluppa nel solco di Solimena, con evidenti richiami anche all’arte dei concittadini De Matteis e De Mura, mostrando tuttavia un crescente interesse per il classicismo di Batoni. Tali interessi emergono già nelle opere più antiche datate, risalenti al sesto decennio del secolo, che mostrano le affinità più strette con le opere in esame; successivamente, la sua arte tende progressivamente verso un gusto di impronta neoclassica, come testimoniano, ad esempio, le tele per il Palacio Real di Madrid, più vicine alle novità introdotte in città da Anton Raphael Mengs e da Angelica Kauffmann.


