Madonna in trono col Bambino incoronata da due angeli, tra i Santi Giuliano l’Ospedaliere e Antonio Abate

Madonna in trono col Bambino tra i Santi Giuliano l’Ospedaliere e Antonio Abate

Madonna in trono col Bambino tra i Santi Giuliano l’Ospedaliere e Antonio Abate

GIOVANNI DI TANO FEI

Doc. a Firenze dal 1386 al 1409

Madonna in trono col Bambino incoronata da due angeli, tra i Santi Giuliano l’Ospedaliere e Antonio Abate

tempera e oro su tavola, cm. 77,5×49,5

Destinata in origine alla devozione privata, questa importante tavola ritrae la Vergine assisa su un trono celato da un sovrabbondante manto finemente decorato in oro alle estremità, mentre porge il seno al Bambino, il quale guarda in direzione dello spettatore, mentre sugge il latte materno. Ai lati, troviamo una coppia di angeli in adorazione, che, emergendo da coltri di nuvole, cingono il capo della Vergine con una corona dorata, quest’ultima punzonata direttamente sulla foglia oro dello sfondo. In proporzioni minori, in primo piano, campeggiano i Santi Giuliano e Antonio abate in piedi su un pavimento piastrellato in grigio e rosso, un abbinamento piuttosto frequente nella pittura fiorentina a cavallo tra XIV e XV secolo. 

L’opera, in eccezionale stato di conservazione e nota sia a Federico Zeri che a Everett Fahy, proviene dall’importante collezione del casato principesco Hohenlohe-Langerburg di Madrid, ed è stata recentemente ricondotta da Mauro Minardi alla mano del pittore tardo-gotico fiorentino Giovanni di Tano Fei. Documentato a Firenze dal 1386, anno nel quale risulta iscritto, in qualità di ‘pictor cofanorum’ (pittore di cassoni), all’Arte dei Medici e degli Speziali, sino al 1409, anno nel quale è registrato un pagamento per una tavola da lui eseguita per l’altare di San Pietro Martire nella chiesa di Santa Maria Novella, Fei può essere definito, secondo le parole di Minardi, un “petit maître” che operò in ambito prevalentemente fiorentino nell’ultimo quindicennio del XIV e nel primo ventennio circa del secolo seguente. La personalità artistica di Fei fu ricostruita per la prima volta da Miklòs Boskovits, raggruppando una serie di dipinti su tavola intorno alla “Madonna col Bambino in trono e angeli”, datata 1399, dell’Ospedale Serristori a Figline Valdarno, da cui il nome “Maestro del 1399” con il quale Boskovits identificava in origine il pittore. Lo stile di Fei si distingue per una certa fantasia descrittiva, nella quale compostezza ed equilibrio della composizione e delle figure, si fondono magistralmente ad un velo di bizzarria espressiva. Questi elementi pongono così l’opera di Fei nel solco della pittura neo-giottesca di fine XIV secolo, esemplificata dall’opera di Taddeo e Agnolo Gaddi come di Jacopo di Cione, e al contempo anticipano le tendenze della pittura tardo-gotica fiorentina esemplificata da artisti come Gherardo Starnina e Lorenzo Monaco.