Maestro G.M.

Maestro G.M.

MAESTRO o MONOGRAMMISTA G.M.

(GIOVANNI BATTISTA MARCOLA?)

Prima metà del XVIII secolo

Ratto di Deianira

olio su tela, cm 183×148

firmato G.M.F.

Il dipinto traspone visivamente un celebre episodio narrato nelle Metamorfosi di Ovidio. Il semidio Ercole e sua moglie, la bellissima Deianira, si trovano a dover attraversare il fiume Eveno in piena. Il centauro Nesso si offre di traghettare la donna sul suo dorso. Tuttavia, giunto a metà del guado, il centauro tenta di violentare e rapire la giovane.  Il dipinto traspone visivamente un celebre episodio narrato nelle Metamorfosi di Ovidio.

Si tratta di un dipinto molto espressivo e con una grandissima enfasi dinamica, tipica della pittura veneziana del barocco maturo, dove la teatralità neo-veronesiana, spesso è il canone estetico più importante.

Sul margine inferiore si legge la sigla GM e poi F, una firma che purtroppo non è ancora stata sciolta e che si attribuisce ad un pittore anonimo convenzionalmente identificato come Maestro GM. Nonostante non abbiamo alcuna notizia in merito alla provenienza, anche culturale, di questa personalità, il ductus pittorico (la stesura del colore) fluido, morbido e la gestione chiaroscurale drammatica ma luminosa indicano chiaramente che l’artista si è formato nell’orbita della scuola veneziana del Settecento o che, quantomeno, ne ha utilizzato i fortissimi punti di riferimento cromatici.

Il dipinto reca anche una data che si può leggere come 1739; la data e lo stile fanno pensare ad una possibile identificazione del Maestro GM con Giovanni Battista Marcola, pittore trentino ma di cultura veronese che è attivo proprio nei primi decenni del Secolo, fino alla morte nel 1776.