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Tornabuoni Arte

D134a
GIOVANNI ANDREA PODEST
Bacco e Arianna
Genova 1608-1674 c.
Olio su tela
cm. 92x73


Il dio del vino, Bacco, con la sposa Arianna, sono seduti allombra di un tendaggio teso tra rami, cos come Sileno, a cui versato il vino in una coppa. Intorno a loro, un festoso corredo di puttini, evidentemente in preda allebbrezza, impegnato nelle pi disparate e giocose attivit. La celebrazione del vino, come indica Sestieri nel suo studio su questa animata coppia di baccanali, godette di grande fortuna soprattutto a Roma, a partire dal terzo decennio del Seicento, allinizio col Poussin quale principale esponente nella diretta scia del Tiziano e poi proseguendo per tutto il secolo, con la partecipazione di autorevoli maestri, tra cui alcuni incisori che contribuirono alla diffusione di queste tematiche. A uno di questi, Giovanni Andrea Podest, presumibilmente nella sua fase tarda per una curiosa attitudine manierata nei panneggi, lo studioso riferisce infatti i due dipinti, che vedono puntuali raffronti nel confronto con alcune opere dellartista, e in particolare con lAllegoria della Vanit della Galleria Spada (R. Cannat, Intorno a Poussin, cat. della mostra, 1994, n. 24, pp. 108-109) e poi con due pitture di collezione privata (E. Gavazza in La pittura in Liguria. Il secondo Seicento, Genova, 1990, figg. 139-140). Il primo, in particolare, mostra similitudini assai marcate, evidenti sia nella composizione che nelle tipologie dei putti. Come da noi segnalato, alcuni di questi ultimi, come quello che beve da unanfora sdraiato a terra e quello che si arrampica sullalbero nel nostro Bacco e Arianna, o il putto che indossata una maschera spaventa un putto nellaltro, derivano con esattezza dai personaggi raffigurati in un Sileno ebbro del fiammingo attivo a Roma Carel Philips Spierinck, recentemente pubblicato e datato agli trenta (S. Danesi Squarzina in Roma luce ed ombra, Galleria Silvano Lodi & due, Milano, 2008, pp. 44-95). I nostri due dipinti ci riconducono dunque al clima inaugurato dalla crescente fama dei baccanali tizianeschi, nella cui scia si affermarono artisti quali Poussin, Du Quesnoy, Spierinck e lo stesso Podest, in una affascinante convergenza di interessi e spunti artistici analizzata dettagliatamente dalla Squarzina. Il Podest esegu numerose acqueforti, incentrate in particolare su temi simili a quello sviluppato dai nostri dipinti, ossia giocosi puttini tra motivi classici, come lOfferta a Venere, da Tiziano, dedicata a Cassiano dal Pozzo (vedi op. cit., 1990, p. 117). Come ricorda Sestieri, tre acqueforti (Bartsch 2-4) celebrano i piaceri del vino e sono dedicate a Paolo Giordano Orsini principe di Bracciano, i cui inventari del 1665-66 indicano che possedeva molti dipinti del Podest e altre opere dellartista compaiono nella collezione del cardinale Mazzarino.



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