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Tornabuoni Arte

O060a
LA FENICE
Venezia, XVI secolo
Legno scolpito, intagliato e dorato. Piano ligneo decorato a finto marmo.
cm. 110x110


Nei grandi pannelli sono raffigurati, entro cavità ottagonali incorniciate da fregi fitomorfi, due antiche iconografie: La prima rappresenta il pellicano che nutre i figli del proprio sangue. Questa figurazione, nata in età remota da un’errata interpretazione della consuetudine dei pellicani adulti di curvare il becco verso il petto per dare da mangiare ai loro piccoli i pesci che trasportano nella sacca, è divenuta il simbolo dell’abnegazione con cui si amano i figli. L’iconografia cristiana ne ha fatto l’allegoria del supremo sacrificio di Cristo, salito sulla Croce e trafitto al costato da cui sgorgarono il sangue e l’acqua, fonte di vita per gli uomini. L’altra raffigura invece la Fenice, uccello mitologico la cui leggenda si perde nella notte dei tempi. Il mito racconta che questo splendido e longevo animale immaginario, sentendo approssimarsi la morte, si costruiva un nido in cima ad una palma o ad una quercia, intrecciando vari rami di piante pregiate e balsamiche, e poi vi si adagiava attendendo che il sole lo incendiasse, cantando soavemente tra le fiamme. Nel giro di tre giorni dalle ceneri dell’animale nasceva la nuova fenice. In età cristiana questo animale divenne, specie in età paleocristiana e medievale, un comune simbolo di resurrezione della carne. Questi due pannelli, di dimensioni monumentali e eccellenti qualità scultoree, provengono probabilmente dall’apparato decorativo di un monumentale edificio veneziano.



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